ciò che siamo

Esiste un altro luogo dell’essenza di ciò che siamo.

Sonnambuli.

Gli occhi aperti abbastanza da ricordare i contorni del volto.

Non sappiamo di dormire e di sognare.

Ma sappiamo che e’ vero.

Non tutto combacia, aderisce, si incastra con le facce della veglia.

Lì ci sono altre cose, altrettanto vere.

E alcune sono radici profonde,

Altre sono foglie secche.

Non esiste una fine.

Adesso lo so.

Neanche a questo sguardo d’inchiostro.

Respirare. Questo si.

Farsi avvolgere dal silenzio del tempo

come fosse un mantello.

Sperando, in questa che chiamiamo realtà,

che il ricordo ultimo, sia quello del cuore.

Sapendo, in quello che chiamiamo sogno

che sarà così.

È già così.

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al mio primo amore

Noi crediamo di innamorarci di qualcuno, di amarlo.

E invece no.

L’amore non è qualcosa di unidirezionale, che si riversa da noi sopra quella persona.

NO.

E’, invece, una forza che sgorga da noi, in modo improvviso, inarrestabile, come lava da un vulcano, e invade, sommerge, senza controllo, tutto ciò che ci sta intorno, compresa quella persona.

Per questo, anche quando una storia finisce, non è detto che finisca l’amore che con quella storia ha iniziato a fluire. Diventa solo un amore che non ha più un progetto, una direzione, un riferimento, e questo ci fa soffrire terribilmente. Ma è un amore che continua ad esserci, a vivere, a sgorgare, anche se non è più indirizzato da un desiderio, da un obiettivo.

E così, quando quella persona non sta più con noi, si finisce con l’amare, teneramente, dolcemente, il suo ricordo. Ma si finisce con l’amare anche tutto il resto, tutto ciò che è stato legato a lui, e a quella storia. La scatola dei ricordi. La città nella quale l’amore è vissuto. Una fotografia. Una canzone. Il cellulare dei primi messaggi, delle telefonate. Tutto diventa dorato.. e anche quando ci rendiamo conto che quel passato non tornerà mai più, resta la magia del nostro amore, a illuminare quegli oggetti che sono stati con noi, quei luoghi nei quali abbiamo vissuto, e quei momenti stupendi che ci hanno accompagnato.

a Marco e Faber

Oggi nelle mie allucinazioni ho rivisto gli anni passati…

chiusi sotto un colore giallo e il calore del blu…..l’erba e i fiori IO ballavo Hans Zimmer …sentivo la musica battere e avere un cuore,quella musica che ogni volta ritorna e poi va..mi si aprì una porta e in questa porta entraste,a piedi scalzi verso un albero piangente ….attraversaste il fiume….la pace…quella pace che solo un bambino ha….un bambino come me..

siamo cresciuti… non esiste più,l’hanno tagliato,avevo solo 10 anni quando l’hanno fatto e un bambino a 10 anni non è abbastanza forte per poter capire,andare avanti,crescere e essere forte…perchè uno stupido albero può essere per un bambino l’amore alto che a testa alta cresce dentro di te…

e oggi sorrido,sorrido perchè ci siete voi,perchè l’albero non c’è più ma voi….voi si,ma non riesco a farmelo bastare…

Io l’amo,e voglio spiegarvelo,io l’amo perchè vedo voi,perchè rivedo noi e gli anni felici dei miei sorrisi …naturali come il vento,l’acqua,il fuoco,la pioggia…

 e non ho paura della morte,e dei giorni che passerò prima che voi siate giunti da me…(sempre che non sia prima io a giungere uno di voi)(spero di no)..

voglio che sia bello come quel bambino che ballava con il giallo e il blu e i suoi due amici di una vita … il cuore continua a battere,accellera come se stessi ballando da ore…

 

chiamatemi egoista. 

 

 

 

 

 

 

Sono in corsa sul solito treno


il surrogato dell’impossibile, una serie multipla di orgasmi disseminati in tutto il corpo

Siamo sdraiati sotto la luna bastarda… le luci sparse per il giardino sono un miraggio lontano… l’erba è umida… la mia schiena è un tatuaggio di fiori schiacciate e foglie distrutte… lui mi è sopra.. un amplesso ottundito dalla troppa droga ingerita…


Bambola di cera magra e pallida lo stringo mentre dopo un tempo che non saprò mai definire viene dentro di me. Niente carne contro carne. Tutto imprigionato in un trendy e inodore condom. Mi sorride, è dolce. Mi accarezza i capelli e io lo guardo, mi avvinghio a lui.. è un flash, una frazione di secondo, ma quello che vedo è il suo volto

Ma è stata solo un’allucinazione, ma che bella allucinazione.

il tempo

Il tempo si perde, si trova, si allunga, si accorcia si accumula, si divide, si guadagna, si perde non c’é altro da fare che perdersi nel proprio tempo… con intelligenza

psicoanalizzo

 I giovani ricevono continuamente

messaggi che dicono:”Le canne non fanno male! Causano meno danni delle

sigarette! Sono naturali! Smetti quando vuoi, non creano dipendenza!”

Proviamo a ragionare un attimo. Come si prepara una canna? Prendiamo il

tabacco contenuto in una sigaretta. Lo mischiamo con l’hashish e poi

ricostruiamo la sigaretta. Però, questa volta non mettiamo il filtro,

ma lo sostituiamo con un cartoncino arrotolato. Ad esempio mezzo

biglietto dell’autobus. Quindi, è come fumare senza filtro, questo

perché chi fuma la canna vuole fare arrivare più fumo possibile nei

polmoni. Non vuole che parte del “fumo” si fermi in un filtro. Quindi

sorge una domanda: La sigaretta te la fumi comunque o no? Come è

possibile che faccia meno male della sigaretta? Anche se non aggiungi

l’hashish ti stai comunque fumando una sigaretta, per giunta senza

filtro.

“Io fumo canne, non sono mica un tossicodipendente.” “L’hashish è

una droga leggera; non fa così male come la cocaina, eroina e pastiglie

varie.” “Lo fanno tutti.” È assolutamente vero che chi fuma canne non

necessariamente inizia ad assumere altre droghe, ma è altrettanto vero

che chi usa altre droghe “pesanti” ha iniziato fumando canne. Ti

garantisco una cosa: la maggior parte di chi usa droghe “pesanti”,

quando fumava canne avrebbe giurato che non sarebbe mai e poi mai

passato ad usare droghe “pesanti”. Gli spienelli non creano dipendenza?

Hai mai provato ad essere in compagnia di ragazzi che sono abituati a

fumare canne tutti i giorni, una sera che non hanno da fumare? Provare

per credere! Non ride e non scherza nessuno, sono nervosi e

difficilmente accettano l’idea di non fumare quella sera. Se ne vanno

in giro a cercare hashish e sino a quando non lo trovano restano

introversi, depressi e apatici. Questa non è un’astinenza?

trasporto

Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete un maledetto televisore a schermo gigante; scegliete lavatrici, automobili, lettori cd e apriscatole elettrici; scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e ad annientarvi lo spirito davanti a un telequiz. E alla fine scegliete di marcire; di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, appena un motivo d’imbarazzo per gli idioti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi.
Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa cosí? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?